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Rosanna Virgili



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Rosanna Virgili – Scheda dell’autore

Rosanna Virgili, biblista, vive a Roma, è laureata in Filosofia all’Università di Urbino, in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e Licenziata in Scienze Bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Attualmente è Docente di Esegesi presso l’Istituto Teologico Marchigiano (Pontificia Università Lateranense). 

Fra le sue pubblicazioni: Geremia, l’incendio e la speranza. La figura e il messaggio del profeta (EDB, Bologna 2010); Ezechiele. Il giorno dopo l’ultimo (EDB, Bologna 2000); Giustizia e fraternità. Beato oggi l’operatore di pace (Saronno 2002); Vostro giudice sarà la pace. Lectio divina su testi di Isaia (Paoline, Milano 2006); Le stanze dell’amore (Cittadella, Assisi 2009); Eros,puro, amabile, dolce (Cittadella, Assisi 2009); Su la maschera! Usi e abusi da Ester alla chirurgia estetica (Cittadella, Assisi 2010);  La casa, spazio di tenerezza, misericordia e grazia (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2010); La forza del cuore. Figure femminili nel Primo Testamento (Ed. Immacolata, Borgonuovo di Sassomarconi 2012); Il “no” di Elisabetta. Lettura di Lc 1-2 (Editrice Ancora, Milano 2013); I Vangeli tradotti e commentati da quattro bibliste, (coautrici: R.MANES, A.GUIDA, M.NICOLACI), Ancora, Milano 2015. 






Presentazione dei "Vangeli tradotti e commentati da quattro bibliste", all'Auditorium San Fedele di Milano.
Con la partecipazione di Enzo Bianchi, Lucilla Giagnoni
Ecco l'intervento della coordinatrice dell'opera Rosanna Virgili
Moderatrice dell'incontro, Lucia Bellaspiga.

I Vangeli tradotti da quattro bibliste



Queste le caratteristiche tecniche:
 formato: cm 12×19
 confezione: cartonata
 pagine: 1700
• prezzo speciale per la prima edizione:
 € 55,00
 isbn 978-88-514-1456-6
 prima opera completa di traduzione e commento dei Vangeli realizzata da quattro bibliste: Rosalba Manes (Matteo), Annalisa Guida (Marco), Rosanna Virgili (Luca), Marida Nicolaci (Giovanni)
◆ traduzione del testo originale in una lingua italiana fluente e suggestiva, per rendere la sorprendente ricchezza del linguaggio evangelico
 commento fondato su un’accurata analisi del testo, arricchita da sensibilità e intuizione femminili
 particolare attenzione – nei commenti e nel saggio conclusivo – alla presenza straordinariamente decisiva delle donne nel racconto evangelico

Alcuni assaggi del volume
Indice:
I vangeli tradotti da quattro bibliste
Per la prima volta in Italia appare un’opera completa di traduzione e commento ai quattro vangeli realizzata da giovani donne bibliste. Qual è il senso di tale decisione? In linea teorica poco dovrebbe incidere il genere femminile o maschile di uno studioso, ai fini della realizzazione di una buona traduzione dei vangeli, ma nella realtà concreta questa opzione è assai significativa.
Essa mette in luce, innanzitutto, la presenza ormai affermata e qualificata delle donne nella conoscenza e la competenza della Bibbia, nonché nella docenza e la ricerca delle Scienze ad essa consacrate, fenomeno piuttosto recente e ancora sconosciuto ai più.
La materia teologica e, conseguentemente, quella biblica, sono state per secoli, nella Chiesa cattolica, appannaggio del clero e, quindi, del genere maschile, pertanto difficilmente accessibili, quando non addirittura precluse, alle donne in generale. Con il Concilio Vaticano II la restituzione della Bibbia al popolo di Dio ha contemplato anche i religiosi e i laici e, quindi, le donne, permettendo loro di accostarsi agli studi esegetici, e più in generale agli studi teologici, negli istituti di formazione accademica, come le università pontificie e le facoltà teologiche. Finalmente la donne “prendono la Parola” nella Chiesa. Tale novità ha avuto e continua ad avere la forza di una rivoluzione, destinata a generare cambiamenti radicali nella Chiesa cattolica e, auspicabilmente, anche nelle società dove essa vive.
La parte delle donne
L’entrata in scena delle donne nel mondo degli studi biblici comincia a far vedere i suoi primi frutti. A una passione di rara intensità che esse generalmente mostrano per la Scrittura, si unisce il rigore scientifico custodito da un impegno diligente e tenace, quale la vastità degli studi stessi prevede e chiede. A tutto ciò le donne aggiungono una capacità di intuizione speciale nella comprensione e l’impatto con la profonda e complessa esperienza umana e spirituale che la Bibbia contiene e con l’espressione letteraria con cui essa si consegna.
Trattandosi di una scrittura sapienziale, la Bibbia si presenta, infatti, particolarmente consona all’intelligenza femminile che è fatta di buon senso, intelletto, capacità di discernimento e saggia decisione. Non sarà un caso che, proprio nella Bibbia – fatto altresì condiviso dalle culture dell’intero bacino del Mediterraneo – la donna sia simbolo della Sapienza, quella “fanciulla” che era accanto a Dio mentre creava il mondo (cf Pr 8,22ss.) e da cui ogni inesperto sulla terra prende consiglio per avere la vita (cf Pr 9,1-6). La presenza straordinariamente decisiva delle donne nella storia biblica – da Eva a Maria, passando per Agar, Rachele, Giuditta, Ester, Elisabetta, Lidia, la diacona Febe, e molte altre – ci fa interrogare sul come mai, nella storia della Chiesa, la Parola biblica sia stata negata alle menti e alla bocca delle donne. Non finiremo di chiederci perché mai le donne non abbiano potuto continuare a dare il loro insostituibile contributo alla comprensione, riflessione, interpretazione, traduzione e trasmissione di tale Parola lungo il corso dei secoli.
Le caratteristiche di quest’opera Sullo sfondo di quanto già detto a proposito delle donne bibliste, quest’opera sfrutta la loro originalità a partire dal linguaggio in cui è scritta, sia nella parte della traduzione, sia in quella del commento.
Riguardo la traduzione si evidenzia una resa del sottostante testo originario greco in una lingua italiana corrente e comprensibile a tutti, evocativa di esperienze che il lettore può spontaneamente confrontare con le proprie, ma anche attenta a rendere con massima fedeltà, competenza e arte la ricchezza del linguaggio evangelico, dalle sue arcate narrative alle pieghe più sottili delle sue antiche parole.
Riguardo il commento, poi, lo stile è fluido, la scrittura semplice e chiara, espressione di una sensibilità profonda verso i contenuti che passano attraverso un’analisi filologica e formale, redazionale e simbolica, consapevole e accurata, pregnante di notizie storiche, oltre che di letture teologiche e di un vasto panorama di interpretazioni sapienziali e spirituali.
E come un filo rosso che unisce l’intera opera esegetica, appare manifesta l’intenzione di far emergere la bellezza della narrazione evangelica, la sua organicità letteraria e la forza del messaggio della fede cristiana che si impone a ogni passo, rivelandosi nella sua pienezza, nell’insieme del testo sincronico. In questo intento le traduttrici riescono a dare piena evidenza della diversità delle quattro testimonianze della fede cristiana delle origini, contenute nei quattro vangeli canonici. Una diversità che si illumina con la diversità: quella dei redattori/teologi (i quattro evangelisti) mediata da quella delle quattro traduttrici, ciascuna ricca di una sua particolare nota di perspicacia, intelligenza, conoscenza, riflessione ed esperienza professionale e umana. In virtù di tutto ciò, quanto giungerà al lettore sarà un’autentica “testimonianza evangelica”, simile a quella in cui furono generati, appunto, i vangeli stessi.
Scrittura di periferia Sull’onda dell’adagio di papa Francesco: «Occorre che la Chiesa esca verso le periferie», quest’opera può essere interpretata, innanzitutto, proprio come un atto di “uscita”. I suoi destinatari sono, infatti, certamente i cristiani, cattolici e delle altre confessioni, ma anche i diversi credenti che abitano le nostre società: ebrei, musulmani, buddhisti, induisti e di altre fedi; così come i non credenti, gli agnostici, gli atei o chi non si ponesse alcuna domanda neppure sul senso religioso. Dando per scontati i diversi livelli di interesse e, per così dire, di uso, che ciascuno ne possa fare, come dovrebbe succedere per ogni traduzione dei vangeli, quest’opera vuole aprire una finestra su quella periferia stupenda che è lo spaccato del Vangelo stesso. Periferia che parla alle periferie, Galilea delle genti restituita alle genti. Linguaggio popolare che torna afarsi interprete del linguaggio popolare, cioè capace di farsi comprendere da ciascuno «nella lingua nativa» (At 2,6).
Questo impatto vuole essere promosso da una terza “periferia”: quella delle donne nella Chiesa, ma anche e ancora, in moltissimi casi, nella società civile; quella delle tante donne laiche che lavorano e impiegano un autentico ministero al servizio della Comunità umana, civile ed ecclesiale, non sempre adeguatamente riconosciuto e non senza un oneroso carico di difficoltà e di resistenze; ma anche quella delle donne consacrate – religiose o laiche – che per secoli sono state escluse da qualsiasi forma di approccio allo studio della Bibbia e destinate esclusivamente ai servizi materiali nella Chiesa.
Da questo intreccio di periferie le autrici si augurano che possa venire una nuova beatissima lux sui vangeli.
Una dedica La dedica dell’opera va ancora alla periferia: quella dei poveri, quella degli ultimi, dei lontani, dei deboli, degli esclusi, quella degli oppressi dalle schiavitù di ogni genere. Quella degli abbandonati e dei mercanteggiati, quella di chi è solo al mondo. Il Vangelo dei vangeli è l’annuncio di una consolazione, di una bella notizia: quella dell’Amore che sfida e vince ogni male; quella della Libertà che disperde i malvagi tentativi di oppressione dell’essere umano sull’essere umano; quella della Solidarietà e della Comunione che si inchina a raccogliere, uno per uno, i frammenti esistenziali e morali, i brandelli di carne e di spirito, nel desiderio di congiungerli e articolarli – già e non ancora – in un unico splendido Corpo Risorto.
8 marzo 2015
Rosanna Virgili