Seguici su Twitter Aggiungici su Google+ Iscriviti al Canale Youtube Abbonati ai Feed Registrati per ricevere la newsletter
Pagine del sito   Enzo Bianchi Luciano Manicardi Le altre fraternità del Monastero di Bose don Claudio Doglio Rosanna Virgili Lidia Maggi Brunetto Salvarani

venerdì 31 marzo 2017

Ceramiche in gres del Monastero di Bose


MILANO
Basilica di sant’Ambrogio
Oratorio della Passione

dal 18 al 30 aprile 2017


ORARI
aperta tutti i giorni dalle 12 alle 19
da giovedì 20 a martedì 25 apertura dalle ore 10
ingresso libero



«È il gesto che crea la forma. La tornitura è un lavoro su di se che la terra , a suo modo, fa emergere. Il tornitore si imprime nell’argilla che diviene il suo specchio»
Fr Daniel de Montmollin


«Nell’istante della bellezza, il quotidiano s’interrompe, si interrompe la volontà di potenza e la sicurezza della tecnica: tutto è dato e tutto è immenso. Tutto vibra nella gioia della festa»
O. Clément

Fin dai tempi più antichi gli uomini hanno plasmato attraverso il tornio terra malleabile con acqua passandola poi nel fuoco: ecco la ceramica di “terracotta” che ittiti, semiti, greci, etruschi e romani hanno prodotto per la cucina e l’ornamento delle loro case.
Questa è la ceramica che tutti noi conosciamo...
In Cina però già nel terzo secolo avanti Cristo argille ricche di allumina ma sempre con forti qualità plastiche venivano sapientemente portate a temperature altissime fino a fondersi vetrificandosi.
Veniva così creato un prodotto molto resistente, non poroso, duro e pesante, chiamato gres, adatto per uso alimentare e per foggiare forme artistiche.
Noi ci procuriamo questa argilla in Francia ma l’abbiamo trovata anche qui vicino, nel vercellese, e attraverso prove e ricerche siamo in grado ora di produrre anche gres proveniente da queste terre moreniche della Serra...
Ecco dunque nascere da terra, acqua, aria, fuoco e dalle mani dell’uomo le nostre ceramiche, con i colori naturali e semplici della Serra.
I nostri fratelli si sono formati alla scuola di Gérard Pott, allievo di Daniel de Montmollin, e di Gianni Beccafichi, uno degli artisti italiani più noti a livello internazionale.
Le nostre ceramiche sono lavorate solo a mano al tornio, decorate con smalti derivati da materie prime naturali e ceneri, cotte a 1300° C in riduzione, secondo antichi procedimenti.
Il termine “raku” significa “gioia profonda”. Apparso nel XVI sec. in Giappone, il raku è il prodotto dell’incontro tra i vasai coreani, il rituale giapponese della Cerimonia del tè e la filosofia Zen. Questo tipo di tecnica necessita di un impasto molto refrattario che resista a forti shock termici. Ogni oggetto è realizzato a mano, dipinto con ossidi e smalti, cotto a 1000° C in speciali forni; viene poi estratto incandescente con lunghe pinze metalliche. L’estrazione dal forno è un momento molto emozionante: l’oggetto viene adagiato su un letto di paglia o segatura e s’infiamma.
Viene poi chiuso ermeticamente con una campana. In questa fase della riduzione gli ossidi metallici presenti nello smalto reagiscono con il carbonio del fumo. Il forte sbalzo termico e il fumo di riduzione fanno emergere il “craquelé”: le piccole crepe nello smalto e nella terra che danno il tipico “effetto antico”. Il risultato del gioco tra aria, acqua, terra, fuoco e le mani dell’uomo, è sempre una gioiosa sorpresa che avvicina questa lavorazione a un rituale. Grazie alla ricchezza delle sfumature e dei riflessi degli smalti, l’oggetto raku rimane sempre irripetibile.


CONTATTI
Monastero di Bose
I – 13887 Magnano BI
Tel (+39) 015.679.115 (8.00-12.00;14.00-17.00 lun.-ven.)
Fax (+39) 015.679.49.49